La calunnia è un venticello...

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La calunnia è un venticello sottile, cantava Don Basilio in una celebre aria de “Il Barbiere di Siviglia”. Da quando poi i social hanno dato la parola a legioni di imbecilli, per citare Eco, il venticello si è trasformato in una bufera che si abbatte su nemici reali, presunti o immaginari, come i giganti di donchisciottesca memoria.

Più grave è quando a essere spazzati da certe ariette sono istituzioni come la Scuola Pubblica, a opera di soggetti che hanno scelto di farne parte, ma, anziché condividere la fatica di portarne avanti la mission, tra le mille difficoltà di ogni giorno, alimentano la macchina del fango con venti di burrasca.

E’ ormai quasi un anno che certi personaggetti, che liberamente hanno aderito al progetto educativo del Primo Circolo, si sottraggono con sistematicità a ogni occasione di incontro, preferendo al confronto attraverso i canali istituzionali i comizi della piazza virtuale e scambiando la demagogia per democrazia.

E’ vero che viviamo in una congiuntura storica in cui i sapienti tacciono e gli stolti ostentano. E’ vero pure che certi poveracci trovano sollievo alle frustrazioni delle loro vite inventandosi oggi la storia di fantomatici diritti negati ai nostri alunni, domani quella di immaginari secondi fini della scuola. Ma quanta fatica arrovellarsi in fesserie ogni volta più imbarazzanti, smerciarle di nascosto in cambio di pochi like e sperare ogni volta che gli vada bene e non arrivi loro una diffida per diffamazione.

Eh sì, perché dire peste e corna di un'Istituzione Scolastica come il Primo Circolo, il cui vivace cambiamento e la cui crescita sono sotto gli occhi di tutti, equivale a diffamare, ancor di più se lo si fa da insider e occupando poltrone che non si ha il coraggio di lasciare.

Anziché fare i leoni da tastiera, certi personaggetti potrebbero impiegare meglio il loro tempo informandosi sulle reali, infinite opportunità che il Primo Circolo – la loro scuola – offre ogni giorno su un territorio non facile, attraverso la didattica d’aula, i laboratori, le ludoteche, i progetti europei e regionali, le iniziative locali e nazionali, i tanti servizi al territorio, dalla formazione docente e genitoriale agli sportelli d’ascolto.

Questi ultimi, in particolare, sono aperti a tutti, e potrebbero essere di grande aiuto, specie a questi personaggetti. Ci vengano a trovare.

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